
COMUNE DI CINIGIANO INFORMA
Supplemento a AMIATA STORIA E TERRITORIO
Marzo 2009
UN GRANDE ERRORE E LA FORZA DELL'ETA' MODERNA
Oggi e da tempo tutti i mezzi di comunicazione parlano della crisi economica.
Il tema è enunciato, sviscerato, analizzato, tanto da farlo scomparire. Nel “rumore”, infatti, non si sentono i suoni, e così è anche quando si abusa di una notizia dal punto di vista comunicativo. Eppure la crisi c’è.
Lo sanno le famiglie, lo sanno le aziende, lo sanno ancor più tutti coloro che hanno perso e stanno perdendo un posto di lavoro o chi un posto di lavoro ancora non l’ha trovato.
Pochi, partendo da queste analisi, offrono soluzioni.
Anche la scoperta del termine “decrescita” come antitesi culturale al modello sino ad oggi perseguito non ha la forza di costituirsi a modello.
Io credo che tutti noi abbiamo vissuto in questi anni un grande, epocale e mondiale errore.
La responsabilità è di coloro che hanno guidato (e guidano) la politica.
In questo errore c’è la voluta crisi della sua funzione regolatrice e sociale, quindi il distacco della politica dalle persone. La nostra epoca, quella aperta dagli anni 60’ e poi affermatasi negli anni ’90, è un passaggio storico in cui il decollo tecnologico della civiltà, il superamento dei blocchi ideologici si è nutrita di un’apologia acritica del mercato. La nuova economia che è nata in questo periodo ha chiesto ed ha affermato socialmente la necessità di liberarsi ovunque possibile di vincoli e di parametri precostituiti, a operare in un terreno massimamente deregolato, per poter imporre i propri ritmi e i propri contenuti.
Per fare tutto questo è stata “scardinata” la politica.
Un sistema di comunicazione globale ha favorito il rapido diffondersi del concetto di politica come freno allo sviluppo dell’uomo, a questa forma definita vecchia si è sostituito la tecnologia, il mercato, le soggettività individuali e d’impresa, lasciate padrone di agire e di decidere per il meglio, e cioè secondo i propri interessi particolari.
E’ qui che ha origine tutto questo. E’ questo il modello che ha fallito, perché senza un luogo in cui venga garantito l’interesse generale e il bene comune ogni società entra in crisi e a pagare sono sempre i più deboli.
Non si può delegare ai tecnocrati la funzione di disegnare la forma civile e naturale del mondo, non è il loro compito, non ne sono capaci.
Qui è dunque il punto di svolta possibile.
La “velocità” di questi anni ci consente di capire gli errori e rapidamente correggerli. La politica non può essere subalterna e assecondare scelte prese altrove sulla base di criteri senza trasparenza e da parte di poteri che non hanno mai dovuto rispondere alla collettività del loro operato.
Dire questo significa favorire la nascita di una nuova classe dirigente del nostro paese, nuove persone portatrici di un nuovo modello.
Il lavoro di questi anni a Cinigiano è stato improntato su questo modello di ragionamento e sulla priorità del benessere collettivo e dell’interesse generale dei suoi cittadini.
Il Sindaco
Marzio Scheggi